Usi ait Unione sindacale italiana Aderente all'ait

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Confederazione di sindacati autogestiti e di unioni intercategoriali

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UNIONE  SINDACALE  ITALIANA


L'USI venne fondata nel 1912 a Modena al Congresso nazionale dell'Azione diretta dai delegati delle Camere del Lavoro rivoluzionarie. Nasce in quella occasione un sindacato autenticamente libertario e federalista, che assume una grande importanza nelle lotte dell'epoca, in opposizione al sindacalismo riformista ed alla burocrazia sindacale.
Ebbe un ruolo di primo piano in occasione della storica "settimana rossa"  del 1914 e durante il biennio rosso 1919 - 1920, quando l'USI promosse l'occupazione e l'autogestione delle fabbriche. I suoi aderenti (che in quegli anni erano circa 300 mila) subirono le persecuzioni fasciste; l'USI venne sciolta nel 1925 ad opera del Prefetto di Milano, su ordine di Mussolini.
Nel dopoguerra vi furono vari tentativi di riattivarla; solo alla fine degli anni '70 si riuscì a costruire una rete nazionale. La sua presenza nelle lotte dei lavoratori autorganizzati parte però dal Congresso di Roma del '90; da allora l'USI è in continua espansione nei settori pubblici e privati.
L'attuale SEGRETARIO GENERALE è GIUSEPPE CARBONARA della Federazione USI BARI; l'USI ha sedi a Roma, Milano, Udine, Bari .. ed è presente in una trentina di province con i suoi sindacati nazionali, che rappresentano i principali settori pubblici e privati
Fedele alla propria tradizione, l'USI sostiene la lotta di classe e si definisce l'unico sindacato veramente autogestionario; nell'USI sono i lavoratori organizzati a decidere e non "altri".
L'USI oltre a vertenze locali e nazionali, è impegnata nelle lotte dei precari, disoccupati e lavoratori socialmente utili, per i quali ha indetto una giornata di sciopero per il 6 aprile 2000, con manifestazioni regionali, per il Lazio davanti al Parlamento.
Poiché la lotta di classe riguarda tutti i paesi del mondo, la mobilitazione internazionalista contro padroni e classi dominanti è ritenuta dall'USI necessaria ed ineludibile.
Le battaglie unitarie contro le tendenze militariste, razziste e nazionaliste e contro il neoliberismo sono da sempre un obiettivo fondamentale per l'USI.
L'USI ha elaborato, nei suoi congressi, una propria piattaforma di lotta:
- contro la Maastricht della disoccupazione, del precariato e dell'esclusione sociale;
- contro l'Europa delle frontiere blindate, per la libera circolazione e residenza di tutti: uomini e donne, per il pieno diritto di cittadinanza indipendentemente dalla nazionalità;
- per la riduzione generalizzata dell'orario di lavoro a parità di salario e di ritmi, per un lavoro-reddito garantito per tutti;
- contro lo smantellamento dello stato sociale, la privatizzazione dei servizi sociali pubblici (sanità, scuola, casa, trasporti, energia ...) e contro l'elevamento dell'età pensionabile;
- per la difesa della salute nei luoghi di lavoro;
- per uno sviluppo ecocompatibile, per un piano di lavori non mercantili ed ecosostenibili;

  • per la difesa e l'estensione delle libertà sindacali e di sciopero.
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