Le conferme dello scempio del passato: la mancata difesa del Molino delle PassereIl massacro delle memorieNon solo Porta Mosa. Non solo le cascine difese a parole , ma abbandonate alla più feroce ristrutturazione, non solo la negazione del panorama dal Po. Non solo lo scempio delle cortine murarie e stradali e dei loro colori, ma anche quello dei tetti. Il massacro delle memorie comincia da lontano e si conclude con opportuna fretta in questi anni nei quali il potere trasversale che governa la città ha trovato i suoi sfoghi in uno strumento - la Superdia - portato a sanatoria di qualsiasi disastro e a copertura di ogni disattenzione e precauzione. Ecco la fine del Molino delle Passere, sul Naviglio Civico. Nella foto sotto, il cartellone attaccato alla macchina mostra il nuovo fabbricato. Cremona ci guadagna? Già nel 1979 il "Coordinamento dei genitori Democratici" denunciava la stato di abbandono del Molino delle Passere e dichiarava che salvarlo da un crollo totale era doveroso. Si è preferito farlo cadere del tutto. Sono rimaste le ruote, in un angolo del cantiere, a denunciare una Cremona che è tornata a parlare di innovazione con gli stessi argomenti dei tempi di Farinacci, come si è sentito all'ultimo consiglio comunale. D'altronde, nella attuale situazione politica è ovvio vada così. Sono passati 60 anni, la cultura della conservazione ha fatto passi giganteschi, eppure quanto son lontani i tempi in cui i"genitori democratici" esprimevano educazione e consapevolezza. I loro epigoni hanno ben altro per la testa. Scriveva il Coordinamento Genitori Democratici nel 1979...Il Coordinamento dei Genitori Democratici promosse nel 1979 sotto il titolo "Un sentiero per una riscoperta" (ma doveva arrivare il 2005 perchè il sentiero fosse parzialmente formalizzato...) una ricerca sul "Naviglio della Communità di Cremona". Il tutto fu esposto, con grande rigore e con pari umiltà, in un libriccino prezioso sostenuto dalla Provincia di Cremona che aveva per presidente Franco Dolci. Era realizzato con tipi modesti e carta economica, per spendere poco. Allora, gli enti pubblici usavano così. E Franco Dolci, nella sua presentazione, assicurava che avrebbe tenuto conto di tutti i suggerimenti che provenivano da questa ricerca. Non ci riuscì. Ma il libriccino è ancora oggi estremaemente attuale ed anche profetico. “Non importano programmi sofisticati. E' sufficiente uscire dalla città a piedi o in bicicletta e ritrovare la natura. I bambini si lasciano coinvolgere allegramente in una avventura che abbia come fine la natura; e anche per noi sarà una piacevole sorpresa. Il contatto con la natura, la riscoperta del territorio che ci circonda, il gusto di stare insieme e di osservare un fiore, un insetto, un albero... Non si tratta di ritornare ad essere dei Robinson Crusoe, ma di offrire ai nostri figli e a noi stessi lo spazio e il tempo per riconoscere quello che ci sta intorno, che vive intorno a noi senza che noi ce ne accorgiamo più. Passare accanto o sulle cose senza osservarle abitua ad essere passivi, a non interrogarsi su quanto ci circonda; è oggettivamente una limitazione, un impoverimento. Senza coNtare che anche il semplice camminare nella natura può essere un'occasione importante di comunicazione con i nostri figli e di arricchimento personale. Ed ancora riferendosi al tratto del Naviglio che vede ora sorgere anche il nuovo insediamento al posto del Molino Passere con incauto ottimismo: "Il Sentiero del Naviglio si snoda in questo tratto per oltre 14 Km. Il percorso attraversa ambienti altamente emozionanti , dove la fitta vegetazione arborea, le erbe folte e assai varie, le ricche fioriture assediano il sentiero dalle due parti, con le acque del Naviglio che scorrono quasi sotto i vostri piedi. E' sorprendente che ciò sia riuscito e riesca a sopravvivere in un'area dove ogni "pertica” di terreno agricolo é intensamente sottoposta a coltura. Un segno che l'inquinamento da fertilizzanti, diserbanti, pesticidi - che pure minaccia la Padana irrigua - qui non é ancora riuscito a sconvolgere un delicato equilibrio ecologico. Maggiore appare nell'immediato il rischio di indiscriminati, dissennati abbattimenti di alberi di alto e medio fusto. “Da CREMONA il Sentiero comincia a risalire il corso del Naviglio Civico al ponte di via S.Francesco d'Assisi. Il ponte, in mattoni, (oggi coperto da una struttura più tarda in cemento) è a due luci: da ciò deriva con ogni probabilità il toponimo dialettale con cui é noto "póont di dùu óc". Ecco in queste parole il senso di quello che si perde con una indifferenza che dal 1979 è aumentata, al contrario degli auspici di Dolci e di questi genitori, e che documentiamo nelle fotografie. L'ultima, quella sotto, mostra il "póont di dùu óc". Non servono altre parole o denunce. C'è la DIA e la pratica presso il Comune di Cremona. Tutto regolare. Le fotografie sono di Antonio Leoni ©
|