
Molto importante è offrire un ambiente adeguato e adatto a questi piccoli animaletti, in modo tale che sussistano le giuste condizioni per la loro crescita. In molti negozi di animali sono in vendita acquaterrari di ogni forma e dimensione e per ogni tasca, le esigenza delle nostre tartarughine d'acqua ci impongono di sceglierne uno abbastanza spazioso e non eccessivamente profondo e di adattarlo ai momenti "terrestri" costruendovi una piattaforma emersa facilmente estraibile e accessibile. Si può costruire uno scivolo con due pezzi di plexiglas incollati tra loro e ricoperti con ghiaietta o sughero (incollato spalmando del silicone trasparente sul supporto). Viste le dimensioni e la quantità d'acqua si impone a questo punto un sistema di filtratura per evitare l'imputridimento rapido dell'acqua e un continuo ricambio manuale. Qualora lo spazio lo permetta, basta utilizzare un filtro interno collegato a una pompa a immersione di adeguata potenza (numero litri/ora commisurato alla cubatura dell'acqua), altrimenti il filtro deve essere laterale (quasi tutti gli acquari in vendita ne sono provvisti) o esterno. Ottima materia filtrante è la lana sintetica, che trattiene e raccoglie le scorie (come gli avanzi di cibo o degli escrementi) mentre l'acqua la trapassa. Qualsiasi sistema di filtratura si utilizzi, rimarrà però l'incombenza periodica (lo decideranno il colore opalescente dell'acqua e il puzzo) di cambiare completamente l'acqua. Nel farlo, attenzione agli sbalzi di temperatura per gli animali e ai cavetti elettrici (scolleghiamo sempre tutto l'impianto di filtratura, di illuminazione e di riscaldamento). Per evitare ogni volta di dovere svuotare tutto il recipiente e di spostarlo rischiando di mandarlo in frantumi, è sufficiente formare con un tubo di plastica un sifone con cui aspirare via via l'acqua e i detriti. Il lavaggio del ghiaietto o della sabbia del fondo potrà essere effettuato spostando solo quest'ultima.
Per molte specie esotiche si impone il rispetto di temperature continuativamente elevate (24-28°C) e la possibilità di riscaldarsi anche fuori dell'acqua. Per questo è d'obbligo un riscaldatore a immersione per l'acqua, un faretto per la parte emersa. Tutto deve essere perfettamente isolato e protetto dal continuo rimestio e dai morsi delle tartarughe: i riscaldatori e i termometri non devono essere accessibili (i primi si possono nascondere in un doppio fondo o all'interno di un mattone forato); il faretto non deve essere raggiungibile dagli schizzi d'acqua e dal muso degli animali; il controllo della temperatura interna va comunque affidato a un termostato che accenderà o spegnerà il riscaldatore e il faretto alla bisogna.

Per le tartarughine d'acqua più diffuse la sistemazione fin qui proposta è la più semplice e accessibile, ma ognuno può elaborare acquaterrari più evoluti per venire incontro ad altre necessità di questi animali. NON DISPERATE... è più difficile spiegare il tutto che creare l'ambiente stesso. Inoltre nei negozi troverete già degli acquaterrari completi di tutto il necessario, e predisposti in modo tale da non recare alcun danno alle tartarughe!!!!

Durante il periodo estivo è possibile creare anche all'aperto un ambiente adatto alle nostre tartarughe. Importante e' badare che non possano evadere (pensate che riescono a superare, scavando, sia le recinzioni di reti metalliche, parzialmente interrate, sia le siepi). Il luogo destinato alle testuggini deve avere un fondo in terriccio facilmente scavabile, dove possano rintanarsi ai primi freddi e quindi niente lastricati o aree cementate o fondi di sola ghiaia. Le nostre amiche amano trattenersi al sole solo al mattino e nel tardo pomeriggio, rimanendo all'ombra di un cespuglio o di un albero nelle ore più calde e centrali della giornata; per questo motivo il punto dove saranno tenute deve disporre di un robusto e frondoso cespuglio o di un rifugio adatto dove ritirarsi. Non deve mancare mai l'acqua!!! Si deve fornirla in un apposito contenitore (molto basso, facilmente accessibile, non rovesciabile); si potrà utilizzare allo scopo una ciotola di cotto molto larga e bassa o addirittura sagomare con cemento una piccola pozza presso un rubinetto continuo stillicidio. Il cibo, quando non ci siano possibilità alimentari in loco (erbe e verdure varie), deve essere fornito sempre nello stesso posto per controllarne il consumo.
Spesso nei giardini sono coltivati arbusti e piante dalle foglie e dai rami altamente velenosi per le incaute testuggini che se ne nutrano (pensiamo ad esempio all'oleandro, l'edera, le felci, l'aucuba). In questo caso, volendo contemporaneamente il bene delle piante e delle nostre tartarughe, dobbiamo isolare questi ultimi in un angolo dove non sussistano problemi. Uno spazio di 4 o 5 metri quadri è più che sufficientemente per due-tre testuggini adulte; la recinzione può essere fatta con lastre di pietra o con lastre di eternit ben interrate. Questo "serraglio" deve avere il cespuglio per l'ombra o un rifugio artificiale e deve essere protetto da possibili predatori. Cani, gatti e ratti possono, in diversa misura, danneggiare per gioco o per fame le testuggini, soprattutto i giovani esemplari, ma anche gli adulti durante il torpore notturno o il periodo di letargo invernale. I gatti possono artigliare il capo e la coda delle povere testuggini, mentre i ratti arrivano a "mangiarle" vive.
Per le nostre tartarughe PALUSTRI, è necessario invece un punto d'acqua abbastanza esteso dove poter nuotare e alimentarsi. Molto più vivaci e attive impongono inoltre una recinzione con lastre di cristallo o di plexiglas, dove non possano arrampicarsi. Lo stagnetto per le testuggini palustri può essere fisso, e allora impone una costruzione a regola d'arte (utilizzando un telo impermeabile di misura e resistenza appropriata, fissato su una buca e bloccato ai margini con pietre o costruendo un piccolo bacino in cemento) o temporaneo, e in questo caso è sufficiente utilizzare una vasca in plastica abbastanza larga e profonda, interrata e munita di una discesa fissa e sicura. Il ricambio d'acqua può avvenire direttamente svuotando la vasca o grazie a un rubinetto sempre aperto da un lato e un sifone "troppo pieno" dall'altro. Un angolo dello stagno o della vasca deve essere ombreggiato.

E' diffusissima la convinzione che l'alimentazione delle tartarughe sia fondamentalmente a base di lattuga, e di vari prodotti secchi disponibili in commercio. Costringere i poveri animali a queste diete significa portarle rapidamente alla morte per avitaminosi e carenze proteiche. Le tartarughe in cattività devono essere alimentate nel modo più vario possibile, ricorrendo alle numerose verdure e frutta disponibili e integrando con vitamine. Quindi oltre alla lattuga e alle altre insalate forniamo coste, spinaci, pomodori ben maturi, foglie di cavolo, mele, pere, uva, fragole, prugne, fichi, banane, ecc.
Ogni soggetto rivelerà via via le proprie preferenze e sapremo quindi come soddisfare o stuzzicare l'appetito. Tutte le verdure e la frutta offerte vanno BEN LAVATE per eliminare al massimo gli anticrittogamici e i conservanti sparsi in coltura. Non soffermiamoci ad alimentarle però solo di frutta e verdura, ma proponiamo ai nostri beniamini anche pezzetti di carne bovina crudi e di pesce crudo (sogliole, trote, sardine, specie d'acqua dolce). Se all'inizio della degustazione si notasse una certa ripugnanza verso il cibo offerto, non bisogna insistere, ma sostituirlo temporaneamente con prede più appetitose.
