Anatomia

La respirazione

La circolazione

L'apparato digerente

L'apparato urinario

L'apparato genitale e la riproduzione

Sensi e intelligenza

 

LA RESPIRAZIONE

L’apparato respiratorio delle tartarughe è composto da una glottide che si apre per ricevere l’aria inspirata nella faringe attraverso le narici e inviarla verso la laringe e la trachea; questa si divide in due bronchi collegati ciascuno a un polmone. Molte tartarughe palustri possono accentuare la propria resistenza in immersione utilizzando la cavità faringea, riccamente vascolarizzata, come se fosse una  “branchia” temporanea: vi pompano dentro e fuori l’acqua permettendo una discreta ossigenazione del sangue; lo stesso possono fare attraverso la cloaca “aspirando” l’acqua in due sacchi anali a parete sottile. Con queste straordinarie possibilità respiratorie riescono a sopravvivere per ore e ore sott’acqua e addirittura, come certe specie, a effettuare latenze invernali sott’acqua.

LA CIRCOLAZIONE 

Il cuore delle tartarughe ha due orecchiette e un solo ventricolo, e in quest’ultimo si notano accenni di divisione per la presenza di un setto parziale. Tutto il sangue venoso giunge al cuore attraverso due vene cave anteriori e una vena cava posteriore e passa nell’orecchietta destra; da qui entra nel lato destro del ventricolo e alla concentrazione viene spinto nell’arteria polmonare e nell’arco aortico di sinistra. Dall’arteria polmonare il sangue raggiunge i polmoni, dove viene ossigenato, e ritorna al cuore attraverso le vene polmonari e l’orecchietta sinistra. Il sangue scende nella parte sinistra del ventricolo e viene infine pompato nell’arco aortico di destra da dove passa nell’aorta dorsale.

L'APPARATO DIGERENTE 

Le fauci delle tartarughe non sono armate di denti ma di un becco corneo; per questo motivo le prede o le parti vegetali vengono strappate e dilaniate solo parzialmente, con l’ausilio delle zampe anteriori. La lingua, corta, molle e non protrattile, impiantata sul pavimento della cavità boccale, non può aiutare molto nell’ingestione del cibo. La glottide  divide l’inizio del canale respiratorio da quello del canale alimentare, composto da un esofago corto con pareti sottili e dilatabili, ricche di papille. Lo stomaco è appena differenziato e si restringe nella valvola pilorica che segna il passaggio con la prima parte dell’intestino (piccolo intestino) che trapassa poi nel grande intestino con la valvola ileocecale.

L'APPARATO URINARIO

I reni sono due e ciascuno si collega alla cloaca con un uretere. La secrezione non viene subito emessa, ma si raccoglie via via in una vescica, che in alcune specie è molto dilatabile; il prodotto della secrezione è diverso nelle specie completamente terrestri da quelle palustri, e ancora diverso in alcune tartarughe marine in relazione alla disponibilità d’acqua e quindi alla possibilità o meno di diluire la parte azotata del secreto urinario. Nelle specie per cui l’acqua è una ricchezza da non sprecare il secreto azotato che si forma è acido urico insolubile; nelle specie per cui l’acqua è a disposizione in quantità il secreto è a base di urea.

L'APPARATO GENITALE E LA RIPRODUZIONE

In tutte le tartarughe i sessi sono separati ed esiste un discreto dimorfismo sessuale, evidenziabile in molte specie per le diverse dimensioni raggiunte e i diversi rapporti dimensionale tra la lunghezza del carapace, quella del piastrone e il peso; diversa è anche la forma delle placche sopracaudali e di quelle del piastrone; la coda è di solito più lunga e sottile, ma più robusta alla base nei maschi, che possiedono un grosso e unico organo copulatore, molto dilatabile. Esso è situato nella parte posteriore della cloaca e vi sporgano i due vasi deferenti dai rispettivi testicoli. Il piastrone presenta spesso una concavità facilitante la monta della femmina. La femmina ha lo scudo più emisferico, il capo proporzionalmente più piccolo e il piastrone piatto. Posseggono due ovaie che comunicano con la cloaca per mezzo di due ovidutti. La fecondazione è sempre interna e si compie dopo un complicato approccio pronunziale, nel quale in maschio cerca di morsicare il collo, le zampe anteriori o lo scudo della compagna, o di batterle contro il proprio carapace o ancora di bloccarne la “fuga”, contemporaneamente può emettere sbuffi, sibili e altri versi. Nelle specie acquatiche invece i maschi nuotano intorno alle femmine fino a portarsi di fronte al loro muso e batterlo velocemente con le dita armate di lunghissime unghie. Si portano poi sul loro carapace e si fanno trasportare sul dorso per alcuni tratti. Quando avviene la copula, il maschio si aggrappa ai margini anteriori o posteriori del carapace della femmina; spesso, in questa fase, apre la bocca ed emette altri suoni. E’ accertato che gli spermatozoi vengono trattenuti in un apposito deivrticolo del tratto genitale femminile e possono continuare a fecondare le uova, via via emesse, per almeno quattro anni dopo la copula.

Tutte le tartarughe depongono uova, di dimensioni diverse e di forma ellittica o sferica, di colorazione grigiastra o bianca immacolata; le uova sono deposte in buche scavate dalla femmina nel terreno. Alcune femmine emettono un liquido nella vescica per ammorbidire il substrato e facilitare lo scavo; questo potrebbe anche servire per inumidire l’interno della cavità prima della deposizione. Finita la deposizione la femmina ricopre tutto con ansiosa attenzione e sembra cercare di eliminare con cura le tracce della nidificazione, movendosi in varie direzioni e strisciando con il piastrone sul nido stesso. Dopodiché abbandona tutto al suo destino per riprendere la sua normale attività.

SENSI E INTELLIGENZA

Passando in rassegna i sensi di cui questi rettili sono dotati, troviamo che l'UDITO, per quanto si evidenzi uno sviluppo anatomico completo, non raccoglie quasi per niente vibrazioni trasmesse dall'aria, mentre reagisce immediatamente alle più piccole vibrazioni trasmesse dal terreno e dall'acqua. Lo si può notare facilmente cercando di avvicinarsi alle nostre tartarughe: per quanta cura avremo posto a non far rumore e a non farci vedere, la loro fuga è quasi scontata. Nella maggior parte delle tartarughe la VISTA è ben sviluppata e in diversi esperimenti si è accertato che essa permette una buona discriminazione di forme, di segni e colori (sono risultate in grado di scegliere tra oggetti arancione e blu, tra blu e verde, e tra blu e grigio). Il riconoscimento del cibo, sia in acqua, sia in terra, è però favorito dagli altri due sensi: il GUSTO e l'OLFATTO. Nel loro continuo vogare alla ricerca del cibo, esse raccolgono particelle odorose che attraverso le nari e il dotto nasofaringeo giungono all'epitelio olfattivo posto sulle coane; analizzata la provenienza dell'odore, raggiungono il possibile alimento, e per comprenderne la commenstibilità l'assaggiano ripetutamente. Comportamento solito delle tartarughe acquatiche dato che non possono contare molto sulle proprie capacità visive!

E' possibile anche affermare che i nostri beniamini dimostrano ottime capacità di apprendimento e di memoria; le testuggini imparano presto a riconoscere chi li alimenta, senza temere l'uomo gli si avvicina per prendere il cibo direttamente dalle sue mani, alcuni esemplari imparano addirittura a tornare in un certo luogo sempre alla stessa ora sapendo di trovarvi il cibo.

 

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