La maggior parte dei soggetti in vendita nei negozi di animali sono mantenuti in condizioni di igiene precaria per il sovraffollamento e le temperature inadatte e questo, impone al suo allevatore di agire con molta attenzione nei primi giorni dopo l'acquisto. Non sempre è possibile al momento valutare lo stato di salute e, pur sempre rispettando le valutazioni obbligatorie (dimensioni, vivacità, appetito, durezza corazza), ci possono essere difetti morfologici o stati debilitanti che si rivelano solo a giorni di distanza dall'acquisto.
E' proprio la conoscenza dei normali comportamenti degli animali che può evidenziare i primi segni di patimento: quando una testuggine sempre vispa e vivace rimane in un angolo del recinto con gli arti e il capo retratti per ore senza muoversi e senza spostarsi alla ricerca del cibo o del sole, o quando una tartarughina sempre affamata si rifiuta improvvisamente di mangiare e mantiene gli occhi contratti è certo che qualcosa sta compromettendo la loro salute.
Sono i disturbi che affliggono gli animali per l'errata o scadente alimentazione in cattività. Una dieta più è varia, maggiori garanzie dà che tutte le sostanze vitaminiche, proteiche e minerali (come il ferro) necessarie siano presenti. Un'alimentazione monotona e pulita (pesci deliscati e lavati, pezzetti di carne) causa nelle tartarughine d'acqua uno sviluppo stentato i ipocalcemia, con assottigliamento e deformità della corazza. La somministrazione integrativa di calcio e vitamine, può aiutare a fermare il fenomeno. L'ipocalcemia si verifica anche per il mancato apportamento di vitamina D e per la poca esposizione solare. Altre carenze vitaminiche sono relative alla vitamina A (che provoca gravi malformazioni oculari con protusione orbitale e cecità) e alla vitamina E che provoca la formazione do noduli sottocutanei di tessuto adiposo anomalo. Si interviene somministrando le suddette vitamine con iniezini o gocce disciolte nell'acqua.
Si indicano alcune affezioni del cavo orale conseguenti a traumi dovuti da funghi. Uno dei funghi comuni è quello denominato "marciume della bocca", ed è un fungo giallastro che ricopre tutta la mucosa boccale gonfiandola e ulcerandola impedendo così l'alimentazione e i normali ritmi respiratori provocando dolorosipatimenti all'animale. Si può intervenire con antibiotici, somministrati localmente o lavando la mucosa con acqua ossigenata.
AFFEZIONI RESPIRATORIE (raffreddori con conseguente infiammazione oculare)
Le sindromi da raffreddamento sono molto diffuse nelle tartarughe. Difficilmente si ha cura di mantenere le condizioni termiche ottimali agli animali e spesso si dimenticano semplici accorgimenti per evitare i bruschi cambiamenti di temperatura (trasporto o cambio d'acqua). Si notano subito perdita di vivacità, scolo nasale e lacrimale e rammollimento della corazza. Occorre curarle immediatamente per evitare il rischio di una polmonite. Si deve cercare di mantenere costante la temperatura dell'acqua con dei termoriscaldatori ad esempio. Questa affezione è accompagnata da affanno e difficoltà respiratorie (l'animale boccheggia spesso). Una forma ancora più grave e infettiva, conosciuta come infiammazione catarrale, si distingue per uno scolo dagli occhi e l'uscita di muco filamentoso dalla bocca e dalle narici. Per le possibilità di contagio molto elevate, i soggetti colpiti vanno subito isolati, riscaldati e trattati con pomata antibiotica sugli occhi (dopo eventuali lavaggi con acqua borica) e iniezioni antibiotiche ripetute. Le possibilità di guarigione sono limitate.
Capita spessissimo che gli occhi delle nostre tartarughe siano colpiti da fenomeni infiammatori. Tra le cause si sono già evidenziate la carenza di vitamina A, e le affezioni respiratorie. A volte gli occhi possono essere solo colpiti da congiuntiviti per l'ingresso di sabbia o per infezioni batteriche provocate da carenze igieniche (acqua sporca). Lacrimazioni indicano malattie di raffreddamento in corso e frequentemente si hanno difficoltà di apertura degli occhi. In tutti i casi occorre disinfettare con dell'acqua borica e si somministrano localmente colliri o pomate antibiotiche, e infine si cerca di migliorare l'alimentazione integrando vitamina A in grandi quantità.
E' un'evenienza difficile da diagnosticare senza la consulenza del veterinario e il necessario controllo radiologico. Capita spesso che le tartarughe ingollino durante il pasto, senza conseguenze, granelli di sabbia e grumi di terriccio. Questa parte indigesta può allora creare parziali o complete ostruzioni del condotto intestinale, facendo rischiare anche pericolose lesioni interne. L'animale in queste situazioni non riesce a defecare, è anoressico, sembra apatico a ogni sollecitazione.Il veterinario con la palpazione della parte addominale potrebbe accertare la causa, ma solo dopo una radiografia potrà decidere se intervenire chirurgicamente o tentare di defecare l'oggetto estraneo con appositi clisteri a base di olii minerali.
Qual'ora sia necessario intervenire con delle iniezioni antibiotiche, bisogna annotare perfettamente le dosi e il modo di preparare il farmaco e farsi indicare bene dal veterinario, il punto dove iniettare. Solitamente si sceglie la parte più adiposa e robusta dell'arto posteriore e si inetta sottocute usando siringhe ad ago corto e sottile. Le iniezioni sono il modo più efficace per trattare farmalogicamente le tartarughe. Ogni sotterfugio può essere utile, come lo spargimento del farmaco all'interno del cibo preferito o l'ingollamento forzato, o, con piccoli soggetti, farli stazionare in pochissima acqua dove il farmaco sia stato disciolto. TUTTI i farmaci, anche se in polvere, vanno diluiti con acqua o con liquido vitaminizzato (vitamina B) prima di essere versato in bocca con un contagocce.
LA
STORIA DI KABUBY e MAFALDA!!!