Commenti a Matrix. Calci volanti,
filosofia e rivoluzione
Riportiamo qui di seguito i primi commenti ricevuti sullo
scritto relativo a Matrix. Vengono numerati progressivamente. In corsivo è
riportato il commento e in sottolineato la citazione dallo scritto. Nel
riquadro c’è la risposta.
1
Riprendendo quanto
scritto, Matrix prende per mano lo spettatore e squarcia il velo di un mondo
costruito dalle macchine per ingannare gli uomini e sfruttarli; una volta però
squarciato questo velo la realtà assume una sua nuova coerenza e i protagonisti sembrano muoversi coscienti
delle nuove regole del gioco.
In Matrix Reloaded,
tutto si fa più complesso: la distinzione tra ciò che reale e ciò che non lo è
di difficile identificazione; in particolare i protagonisti spendono la loro
vita nella lotta di liberazione del genere umano, ma quale vita? La loro vita
ha veramente le caratteristiche di quella che noi definiamo tale, prima tra
tutti l’essere limitata nel tempo ovvero la morte? Come si fa lottare
efficacemente se non si è coscienti che la propria vita è in gioco e che la si
potrebbe perdere?
Quando Neo combatte
contro gli scagnozzi di Merovingio viene colpito e inizia a sanguinare,
Merovingio allora commenta dicendo qualcosa come: “vedete anche lui è un essere
umano”; dunque l’essenza dell’umanità è l’essere vulnerabile, il rischiare la
vita.
Quando però Trinity
sta per morire, Neo interviene entra in Matrix, modifica la realtà virtuale e
Trinity si salva. Mi chiedo che senso ha questo lieto fine?
La risposta più banale
potrebbe essere che hollywood non ha premesso che Trinity morisse…ma non credo
sia così.
Una seconda risposta è
che Neo è l’eletto che ha dei poteri “soprannaturali” (“soprareali” ?) e
dunque, è in grado di salvare le persone che ama (ma non è un po’ troppo
miracolistica o evangelica come spiegazione?).
La terza risposta
potrebbe essere che la vita e quindi la morte non è né Matrix né in Zion, ma allora mi chiedo,
dov’è? Di quale sovrastruttura i protagonisti devono ancora liberarsi per
comprendere l’essenza della lotta?
Non so .. a dire il
vero la cosa mi confonde alquanto.
2
Ci sono alcuni begli
spunti - in generale mi piace. Un piccolo consiglio: al posto di citare quel
egocentrico di Baudrillard parlando dei collegamenti filosofici con il
postmodernismo (che sono tantissimi - come in maniera letteraria cosi anche in
maniera estetica), potresti cercare dei punti di contatto con Jean-Francois
Lyotard, Derrida o la interpretazione filosofica Baudrillardiana di Melford Spiro.
p. s. Non esagerare: Anche il tre
ricorre spesso. Tre sono i protagonisti, tre gli agenti e tre gli stessi film.
Si potrebbe in questo cogliere un’ulteriore citazione: tre Matrix come i tre
libri del Capitale.”
Braudillard andava citato perchè i fratelli Wachowski
lo citano esplicitamente (col libro, e nella prima stesura di Matrix
addirittura nei dialoghi), peraltro si è quasi irritato delle citazioni...
Per quanto riguarda l'esagerazione, il tre non si riferisce al numero ma alla
struttura interna delle opere. Matrix uno è diretto e lineare (come la legge
del valore nel I libro), Matrix due è molto più dialettico e complesso (la
circolazione del capitale e gli schemi di riproduzione del libro II). però,
secondo altri, il primo Matrix potrebbe anche stare a indicare opere giovanili
come l'Ideologia tedesca e il Manifesto. La realtà è che bisogna aspettare il
terzo.
3
Ho finalmente letto il
tuo saggio su Matrix e devo dire che sostanzialmente mi è piaciuto, mi è parso
organico e completo.
C'è però una cosa
sulla quale non sono d'accordo, il ruolo dell'agente Smith; tu scrivi In
Matrix reloaded Smith è come impazzito. Che cosa diventa?Ancora non è del tutto
chiaro. Di sicuro, non era pronto a essere liberato. Così, pur libero, continua
ad agire per il vecchio padrone. Non ha altro scopo che eliminare gli scopi
altrui, non ha libertà se non nel togliere la libertà altrui. solo il terzo
film chiarirà il destino di Smith.
Bisogna, a mio avviso tenere presente che
Smith altro non è che un programma, e quindi non si può pensare a lui come ad
un uomo; partendo da questo presupposto, non possiamo dire di lui che è stato
liberato, o che non era ancora pronto a questo, se per liberato intendiamo ciò
che si intende per gli umani, vale a dire far loro prendere coscienza di che
cosa è il matrix e tirarli fuori da esso; infatti Smith ha coscienza pienissima
di ciò che è il Matrix; si può dire di Smith che è liberato, come lui stesso
dice, ma con un significato differente: iniziamo con il ricordare che in Matrix,
nel monologo che Smith fa a Morpheus incatenato, gli dice di essere stufo, di
volersene andare; quando, alla fine di Matrix, Neo l'ha distrutto, qualche cosa
è cambiato in Smith, e questo cambiamento l'ha portato a non dover più "fare ciò per che cui era
stato creato"; intendo dire che se il suo scopo, da principio, era quello
di controllare i rivoltosi, servendo la ragione di Matrix, assoggettato
all'architetto, dopo il cambiamento Smith viene "liberato"
dall'obbedienza all'architetto, in un certo senso acquisisce il pieno controllo
di se stesso, oltre alla capacità di replicarsi. Da questo deriva, a mio
parere, che Smith non agisce più per il vecchio padrone, e che il suo scopo non
è come dici tu eliminare gli scopi altrui; Smith diventa un virus, il cui scopo
è quello di replicarsi, di fare proseliti: non dimentichiamo che quando
incontra altri agenti, Smith gli si sovrascrive, uccidendoli, in un certo
senso. Forse Smith, quindi, potrebbe rappresentare una spaccatura, come più
volte hai scritto, ai vertici del potere, una sorta di fazione che si stacca
dal potere costituito cercando una propria nicchia di consenso per prendere il
controllo di tutto: Smith lotta sia contro i rivoluzionari sia contro il
potere, infatti non fa distinzione, cerca di copiarsi su chiunque incontri.
Affrontato questo
argomento vorrei fare una precisazione, che comunque non pregiudica in alcun
modo la tua analisi, su un altro punto; scrivi:
Ma il dubbio iperbolico di Cartesio non deve condurre allo
scetticismo. La realtà esiste, come si vede nella scena in cui l'agente Smith
inserisce un rivelatore "vivo"dentro Neo e che è al confine tra sogno
e realtà, ma che si conclude in senso chiaramente realista: Trinity lo trova e
Neo riconosce "ma allora è vero". Bisogna ricordare che tutta
quella scena si trova sempre all'interno del Matrix, Neo non è ancora stato
"risvegliato", quindi quel rivelatore è vero solo all'interno del
Matrix. Ma questo, dicevo non inficia la tua analisi, è semplicemente, penso,
un esempio non del tutto corretto
Infine vorrei
chiederti alcune spiegazioni: dici che domina il numero sei a volte anche come
combinazione di altri numeri, come ad esempio 101....???? cioè? ho pensato che
101 fosse 6 in binario, ma è invece 5...cosa c'entra dunque il sei con 101? e sempre
in merito alla numerologia, come leghi i 23 individui, 16 femmine e 7 maschi,
al numero 6?
Un'ultima cosa: scrivi che l'oracolo, alla fine di Reloaded, muore. Ma in quale
scena viene detto e fatto vedere o capire che muore? proprio non me ne sono accorto.
In ogni caso, attendo il terzo con ansia.”
...un'ultima cosa: ti
prego di motivare quel tuo " nell'ascensore dove salgono i due si legge
KYM (sta forse per Yes Karl Marx?)" non ti sembra un po' forzato?
Osservazioni tutte molto profonde e sostanzialmente
giuste.
Il ruolo di Smith è molto controverso. Secondo me un legame con Matrix lo
mantiene, tanto è vero che il suo "pupillo" fa fallire l'attacco alle
macchine, ma nel complesso l'idea che sia una specie di virus è vera.
Per quanto riguarda il rifiuto dello scetticismo, secondo me l'esempio regge
perchè la cimice esiste, esiste all'interno del mondo di Matrix. Dunque lo
scetticismo non è respinto sic et simpliciter, ma è respinto assieme al
sensismo. Comunque la scena del cucchiaio in MR sembra rovesciare tutto. Dunque
attendiamo il terzo.
Per quanto riguarda la numerologia, non ho analizzato il codice binario anche
se è ovvio che ci si troverebbero parecchie cose interessanti. il 6 però viene
fuori anche dal 101 e dal 303, basta utilizzare la legge della distribuzione
della somma rispetto al prodotto: 1*3+1*3.
La faccenda degli individui, che pure è vistosamente "numerologica"
non sono proprio riuscito a capirla. temo che bisognerebbe studiarsi la
dottrina pitagorica per capirne qualcosa. anche se certo 23 può anche fare 6:
2*3=6 e lo stesso vale per 16: 1*6.
Attenzione, io non dico che l'oracolo muore, ma che l'attrice è morta. Dunque
la produzione ha dovuto cambiare alcuni pezzi del terzo perchè non era più
disponibile.
Sulla questione di KYM sono d'accordo che è un'esagerazione. Però io invito a
riflettere sul fatto che il vecchio scuro con la barba all'ingresso del palazzo
è talmente fuori luogo da dover dire qualcosa. se uno gli fa una voto e la pone
vicino a delle foto di Marx da vecchio (soprattutto la famosa foto del 1882 ad
Algeri riportata qui sotto) nota una somiglianza incredibile. Sono sicuro che i
fratelli W hanno nascosto altri riferimenti, KYM è un'ipotesi al riguardo.
A proposito, la foto è qui.