Matrix. Calci
volanti, filosofia e rivoluzione
I personaggi
Influenze
Bibliografia
Appendice: le sceneggiature di Matrix
Versione: giugno 2003
Nel 1999, ma i fratelli Wachowski cominciarono a pensare
alla trilogia già nel ’92, usciva un film che avrebbe rivoluzionato
profondamente la cinematografia, tanto per la forma filmica (gli effetti
speciali, le tecniche utilizzate) quanto per i contenuti proposti. L’opera dei
fratelli Wachowski ha cambiato per sempre la storia del cinema. Con Matrix la
fantascienza ha fatto un passo in avanti, presentando un’interpretazione del
reale profonda, potente, implacabile. Tecnicamente parlando gli effetti
speciali servono a uno scopo: dopo Matrix non c’è più differenza tra disegno e
ripresa: il realismo ingenuo si è allontanato per sempre dall’arte filmica. Ciò
che si vede potrebbe o meno essere mai esistito davanti alla telecamera.
Come sempre succede con una nuova forma artistica, essa
rivoluziona i contenuti e insieme la forma di un’arte. Fornisce nuove vie per
dire cose nuove e insieme esprimere concetti antichi.
Matrix è insieme un nuovo modo di fare cinema, ma anche un
nuovo modo di vedere la realtà. Convergono in Matrix filoni assai diversi, dal
fumetto, al cinema di arti marziali Ma la forma concettuale è anche quella del
videogioco
. Il tutto viene sezionato alla luce di una
sorprendentemente vasta serie di riferimenti culturali, filosofici,
scientifici, su cui predominano alcuni temi di fondo. Come le grandi opere
d’arte, Matrix può essere fruita a ogni livello, dal puro piacere estetico alla
visione di ciò che non appare immediatamente ai nostri occhi, la realtà. Alla
base del successo, certo, c’è l’avvincente vicenda, la bravura dei
protagonisti, la raffinatezza degli effetti speciali, la spettacolarità dei
combattimenti di arti marziali. Ma soprattutto il de te fabula narratur filo
conduttore della storia: gli uomini che vivono in catene siamo noi. Siamo
vittime inconsapevoli di forze che non sappiamo nemmeno esistere.
L’essenza di Matrix è il controllo. Il controllo di chi ha
il potere, le macchine, su chi non ne ha, gli uomini, da cui le macchine
traggono l’energia:
MORPHEUS:
What is the Matrix? Control…The Matrix is a computer-generated dreamworld built
to keep us under control in order to change a human being into this [energy].
Il controllo si esprime attraverso la distorsione del reale.
La verità viene nascosta alla vista tramite un mondo fantastico in cui sembra
di avere rapporti con altri uomini mentre sono le cose, le macchine, a dettare
legge:
MORPHEUS: Matrix is …the world that has been pulled over your eyes to
blind you from the truth.
Neo: What truth?
MORPHEUS: That you are a slave, Neo.
Like everyone else, you were born into bondage, kept inside a prison that you
cannot smell, taste, or touch. A prison for your mind.
Matrix è dunque una gabbia, uno “zoo” come dice l’agente
Smith. Evidentemente, perché Matrix funzioni, gli uomini devono credere che sia
vera. Ma che succede se qualcuno non ci crede? Che le macchine devono fargli
credere che la sua stessa mancanza di fiducia sia prevista. La ribellione, la
lotta, il rifiuto, la scelta sono tutte apparenze. Ma è davvero così?. Lo
stesso “architetto” (il progettista di Matrix) ammette che l’anomalia è un
fatto e non è creata da loro. Ma allo stesso tempo emerge il tema dell’illusorietà
del libero arbitrio. Ad ogni modo, le macchine vogliono dare l’impressione che
sia tutto sotto controllo, tutto già scritto. E chi lo sa, forse è vero:
AGENT JONES: Then the
informant is real.
AGENT SMITH: Does that surprise you? It was inevitable.
Come dire: è già tutto scritto, compreso il tradimento.
La struttura complessiva di Matrix è ovviamente quella della
società moderna: le macchine sono i capitalisti, gli uomini i lavoratori e gli
uomini liberati i rivoluzionari. Le “seppie” sono l’apparato repressivo dello
Stato così come gli agenti. Proprio come succede in periodi normali nel
capitalismo, gran parte degli uomini non è ancora pronta a essere liberata come
nota Morpheus:
«Our goal is to free the people from
that system. The system is the enemy. However, some people are so hopelessly
dependant on the system, so blissfully ignorant, that they will give their
lives to protect it.»
Le macchine/capitalisti possono sopravvivere e prosperare
solo sull’ignoranza degli uomini.
Rispetto ai molti film in cui viene trattato il tema
macchine versus uomini (si pensi a Terminator, ad esempio), Matrix ha una
superiorità decisiva per una ragione precisa: le macchine non possono fare a
meno degli uomini (mentre in Terminator, ad esempio, lo vogliono sterminare,
non controllare), le macchine si nutrono di uomini. In questo modo, Matrix
riesce ad evidenziare con estrema precisione il funzionamento del capitalismo:
l’energia, la ricchezza è prodotta dall’uomo di cui le macchine, il capitale
costante, vivono, come spiegava la teoria del valore degli economisti classici
e di Marx. Inoltre, le macchine producono all’unico scopo di creare nuove
macchine secondo lo schema denaro-merce-denaro, in una spirale senza senso e
scopo se non l’aumento in sé.
Un altro aspetto decisivo di Matrix è che nessuno può
spiegarla ad altri: l’unica esperienza che conta è quella diretta, non
l’autorità.
MORPHEUS: I’m trying to free your mind, Neo, but all I can do is show
you the door. You’re the one that has to step
through.
D’altra parte Neo per molto tempo non crede a Morpheus e
questo lo rende inefficace come combattente. Vi sono dunque due profili: le
qualità oggettive del combattente (e del reale in genere) e la sua fiducia
nelle proprie forze. L’oracolo ribatte sullo stesso
concetto:
ORACLE: Sorry, kid. You got the gift but looks like you’re waiting for
something.
NEO: What?
ORACLE: Your next life, maybe. Who knows. That’s how these things go.
Questo è insieme un tema galileiano (conta la verità non
l’autorità) e di polemica antisensista, come spiegheremo in seguito.
Chi riesce a ribellarsi a Matrix? Chi ha dei problemi con il
fatto di essere controllato. Neo è perfetto da questo punto di vista: ha sempre
avuto problemi con l’autorità, tanto che il suo capo gli dice profeticamente: “You have a problem with authority, Mr.
Anderson. You believe
that you are special, that somehow the rules do not apply to you”.
E al suo mentore Morpheus, the One spiega. “I
don’t like the idea that I‘m not in control of my life”. Ma tutto questo non basta. La
ribellione spontanea contro qualcosa che si percepisce senza sapere bene cosa
sia, non è sufficiente. Neo, presagiva che qualcosa non andava ma era lungi
dall’immaginare la realtà e, in un primo tempo, non riesce a capacitarsene, la
rifiuta. Occorre l’aiuto di Morpheus, che ha un ruolo maieutico e
antispontaneista. E una volta compresa la realtà di Matrix occorre trarne tutte
le conseguenze:
MORPHEUS: The Matrix is a system,
Neo, and that system is our enemy. When you look around, what do you see?
Businessmen, lawyers, students. People. Everywhere you look, there are people.
Somewhere else, somewhere in the future they may be human beings but here these
people are a part of the system. That makes every one of our enemy…It is
important to understand that if you are not one of us, you are one of them.
Dunque non
c’è possibilità di mediazione, di accordo. La lotta è alla morte. E questo
contrasto insanabile lo si vede nel modo stesso con cui Neo è condotto fuori da
Matrix: pillola rossa e pillola blu, destra o sinistra, menzogna o verità.
MORPHEUS: Through the blinding inebriation of hubris, we marveled at our
magnificence as we gave birth to A.I.
L’uomo è caduto preda delle macchine. Dopo aver creato l’intelligenza
articiale, con la sua “sinistra coscienza”, l’uomo cercò di sbarazzarsene
muovendogli guerra (luddismo?), ma perse su tutta la linea. Le macchine
cominciarono a estrarre energia da lui, rendendolo schiavo. Ma la schiavitù
senza controllo non poteva esistere. La creazione di un mondo fittizio fu la
risposta a questo problema. Da subito, per quello che si può capire nei primi
due film, Matrix vive attraverso dei cicli. In ogni ciclo vi è un’anomalia che
riesce a ribellarsi alle macchine:
MORPHEUS: When the Matrix was first built there was a man born inside
that had the ability to change what he wanted, to remake the Matrix as he saw
fit. It was this man that freed the first of us and taught us the secret of the
war; control the Matrix and you control the future.
Ma non è l’eterno ritorno di Nietzsche o della religione
indiana. Vi è invece un vero sviluppo. Le macchine imparano dall’uomo:
AGENT SMITH: Did you know that the first Matrix was designed to be a
perfect human world? Where none suffered, where everyone would be happy. It was
a disaster. No one would accept the program. Entire crops were lost.
E nella prima versione della sceneggiatura il traditore
confermava:
CYPHER I’m going to let you in on a
little secret here. Now don’t tell him I told you this, but this ain’t the
first time Morpheus thought he found the One…
NEO: How many were there?
CYPHER: Five. Since I’ve been here.
Al che, dopo aver saputo di questi cicli, Neo ne chiedeva
conto a Morpheus il quale ammetteva di aver peccato di ottimismo, vedendo
l’eletto dove non c’era sostituendo il proprio livello di coscienza a quello
dei soggetti che liberava. Matrix si evolve, dunque, e riesce a incanalare la
rabbia e la rivolta dell’uomo, servendosene per migliorarsi.
A prima vista Matrix potrebbe sembrare un’opera scettica: i
sensi ingannano, la realtà è illusione. Ma questa sarebbe un’interpretazione
assai superficiale. L’essenza della gnoseologia matrixiana è invece che la realtà
esiste al di fuori dell’uomo, ma questa realtà è rovesciata rispetto a quella
di cui l’uomo ha immediata consapevolezza. È dunque un attacco al sensismo,
alla immediatezza gnoseologica dei sensi. Questo lo si vede più volte. Ad
esempio Morpheus, quando libera Neo lo accoglie con “welcome in the real world”
(“benvenuto nel mondo vero”). E gli spiegherà poco dopo:
MORPHEUS: What is real? How do you
define real? If you’re talking about your senses, what you feel, taste, smell,
or see, then all you’re talking about are electrical signals interpreted by
your brain.
Allo stesso modo, Cypher e Trinity hanno una discussione sul
tema:
CYPHER: Yes. You see, the truth is, Trinity, that we humans have a place
in the future. But it’s not here. It’s in the Matrix.
TRINITY: The Matrix isn’t real!
CYPHER: Oh, I disagree, Trinity. I disagree. I think the Matrix is more
real than this world. I mean, all I do is pull a plug here. But there, you watch a man die.
Nel complesso vi è dunque una vera e propria teoria della alienazione,
della conoscenza reificata, dello scambiare oggetti seppure avanzati (la
programmazione di Matrix) per uomini e uomini per oggetti. Questo è appunto la
concezione materialistica della storia. Ma vi è un altro aspetto per cui la
teoria della conoscenza di Matrix è particolarmente potente. In questo mondo la
conoscenza non basta a rendere l’uomo libero. Occorre che ci sia una scelta
cosciente per il conflitto con il reale. Non abbiamo dunque di fronte un
realismo passivo, che si limita a constatare la bruttezza della realtà, ma un
materialismo militante, attivo, che va oltre la semplice e inutile conoscenza
per l’azione. Secondo la nota formula: i filosofi hanno solo interpretato la
realtà, si tratta di cambiarla. Questo è particolarmente presente nei dialoghi
tra Morpheus e Neo. Morpheus insiste più volte sul concetto che nessuno può
liberare un altro uomo senza che questo prenda coscienza da solo della realtà e
agisca.
Il rapporto tra conoscenza delle leggi obiettive di
funzionamento di Matrix e scelte degli uomini in merito alla propria vita
introduce il tema del libero arbitrio. Questo aspetto è poco approfondito in
Matrix, dove il tessuto ontologico è più semplice (uomini e macchine, lotta per
la liberazione), mentre è sviscerato in Matrix reloaded. I tre dialoghi
fondamentali: Neo e l’oracolo, i tre e Merovingio, Neo e l’ingegnere fondatore
di Matrix, sono incentrati esattamente su questo punto: la conoscenza è potere,
la scelta è un’illusione. Naturalmente, e in questo Neo, con tutte le sue capacità
acrobatiche, si mostra davvero un ingenuo neofita, le macchine tentano di
manipolare la realtà. Le macchine vorrebbero che gli uomini credessero che
tutto è sotto controllo, che tutto è previsto. Che i cicli di lotte (le sei
Matrix e le sei Zion) sono addirittura creati da loro allo scopo di incanalare
l’imperfezione umana di cui non si possono liberare. Il libero arbitrio, come
spiega Merovingio, non è dunque che un’illusione utile per tenere occupati gli
uomini mentre vengono sfruttati. Neo crede a questa idea, ed è solo l’amore per
Trinity che lo spinge a ribellarsi a quello che le macchine gli indicano come
suo destino ineluttabile. Morpheus invece crede che lo scopo che loro si danno
sia reale e non eterodiretto, ma sbaglia nel modo con cui lo crede. Il loro
alleato “sin dal principio”, l’oracolo, è addirittura la madre di Matrix. Ma
sebbene Neo sia pessimista, il padre e la madre di Matrix gli insegnano una
cosa vera: la rivoluzione nasce sempre dall’alto, nasce dalla spaccatura al
vertice della società, riflesso dell’insopportabile contraddizione di classe e
dunque segnale dell’inevitabilità dell’insurrezione stessa. Ad ogni modo Matrix
cerca di incanalare un istinto insopprimibile; e finora, con successo.
5. I personaggi
I tre
Il cuore di Matrix è costituito dal trio
Morpheus-Neo-Trinity. Le caratteristiche “trinitarie” sono ovvie persino nel
nome. Ma i fratelli Wachowski non vogliono eccedere nei riferimenti a una
specifica religione. Così ecco che Neo e Morpheus sono nomi greci.
Neo, Trinity e Morpheus costituiscono un’unità organica. Neo
è l’uno (the one in inglese) ed è anche una figura filiale, mentre il nome
della sua donna non lascia adito a dubbi. Morpheus è un padre per i suoi uomini
(come dice Tank), e il rapporto Neo-Morpheus è anche di maestro e allievo,
nonché di profeta e messia. Non a caso, in un’intervista Lawrence Fishburn
dice, rispondendo a una domanda sul suo personaggio:
“John the Baptist? Well obviously, the Baptist is one of the elements, one of
the things that’s inside of him. But the other thing that is inside of him is
the mythological thing, the idea of dream. So it was really about embracing all
of that and anything else that was valuable, whether it was somebody specific
some specific story, anything. I don’t know.”
Morpheus ha una fede incrollabile, non tanto nel destino
(come riporta la prima sceneggiatura di Matrix) quanto nel fatto che riuscirà a
trovare il liberatore, l’eletto. Ha ragione, o forse no. La sua fiducia
incrollabile lo ha condotto a fare errori di soggettivismo in passato. E
nessuno sa se finalmente ha imparato. In Matrix Morpheus è il capo di una banda
di terroristi e spiega a Neo che in quanto liberatori loro hanno il diritto e
il dovere di non concedere tregua, di non avere pietà per nessuno perché
chiunque può essere un agente. In Matrix reloaded è il capo della frazione
estrema degli uomini liberi. Per tutto questo è considerato dalle macchine
l’uomo più pericoloso del mondo. Nel suo nome c’è l’essenza della paradossalità
del suo ruolo: deve liberare dal sogno, dall’illusione, ma deve insegnare allo
stesso tempo quanto sia complesso comprendere il reale. Morpheus riconosce di
essere fallibile quando, vedendo distruggere la sua nave, sospira “avevo un sogno. Ma si è allontanato”.
Trinity è l’allievo più fedele e dotato di Morpheus, almeno
fino all’arrivo di Neo. Il suo ruolo è in fondo semplice, da quando l’oracolo
le ha predetto che si innamorerà dell’eletto. E Neo è di gran lunga il soggetto
più affascinante nei paraggi.
Neo
È uno qualunque, ma è l’eletto, the one. La trasformazione è
in fondo semplice (da Neo a One basta cambiare una lettera), eppure complessa.
L’unica cosa che lo convincerà delle sue doti è sempre l’amore.
Switch, Apoc e Mouse
Sono l’equipaggio di Morpheus, a cui rispondono con una
dedizione totale. Muoiono traditi dal giuda cibernetico. Mouse ha l’onore di
introdurre il problema del rapporto realtà-sensi sotto un ulteriore profilo:
come facciamo a sapere quale fosse il vero sapore di ciò che Matrix ci spaccia
per cibo? Inoltre, proponendo a Neo un incontro a luci rosse con un programma,
sottolinea ancora una volta che cosa distingue l’uomo dalle macchine: l’amore e
il sesso.
Tank, Dozer e Link
Sono uomini veri. Nati a Zion. Dunque non possono entrare in
Matrix. Sono solo operatori. Questo pone un interessante tema: gli uomini
“vecchia maniera” non possono combattere Matrix sul suo terreno. Solo i
liberati, uomini una volta connessi a Matrix, possono liberare tutta l’umanità.
L’oracolo
Neo lo chiama oracolo (minuscolo) prima di andarci, e
Oracolo dopo averlo incontrato. Evidentemente ha un potere sugli uomini. Eppure
è un programma (nonché, ovviamente, la omonima marca di software). Morpheus
la presenta così:
MORPHEUS: When he died, the Oracle prophesied his return and envisioned
an end to the war and freedom for our people. That is why there are those of us
that have spent our entire lives searching the Matrix, looking for him.
MORPHEUS:…She’s very old. She’s been
with us since the beginning.
NEO: The beginning?
MORPHEUS: Of the Resistance.
NEO: And she knows what? Everything?
MORPHEUS: She would say she knows enough.
NEO: How does she know?
MORPHEUS: She is a true psychic. She sees beyond the relativity of time.
For her there is no past, present or future. There is only what is.
NEO: And she’s never wrong.
MORPHEUS: Don’t think of it in terms of right and wrong. She is a guide,
Neo. She can help you find the path.
Ma di che tipo di guida si tratta? In Matrix reloaded
apprendiamo che è un programma, e addirittura la madre di Matrix, che riuscì a
salvare dall’anomalia studiando la psiche umana. E allora, come fidarsi di lei?
Difficile a dirsi. Lei dal canto suo, dichiara di avere piena fiducia in Neo.
Ma allora, Neo è il salvatore o uno qualsiasi, o addirittura un veicolo di sottomissione
dell’umanità? Probabilmente tutto questo. Sociologicamente parlando, l’oracolo
sembrerebbe rappresentare la borghesia illuminata che vuole un accordo con la
classe sfruttata (ha fiducia in Neo) e che per questo ha dei dissidi con il
resto dell’establishment
L’agente Smith
La punta di diamante dell’apparato repressivo di Matrix.
Spietato, senza cuore. Un vero Terminator, anzi peggio: non esistendo
fisicamente non può neppure essere ucciso, talché persino l’eletto ottiene,
battendolo, l’unico effetto di trasformarlo in una scheggia impazzita, una
specie di cellula tumorale. Eppure, questo cane da guardia del sistema (di cui
ha tutte le chiavi, come dice Morpheus) non ama affatto Matrix. Anzi, lo odia,
ma non può farci nulla. Vuole eliminare i ribelli come mezzo per andarsene.
Quando cattura Morpheus comincia con il beatificare Matrix e la sua perfezione
ma finisce per attaccare il sistema:
AGENT SMITH: I hate this place. This zoo. This prison. This reality,
whatever you want to call it, I can’t stand it any longer. It’s the smell, if
there is such a thing. I feel saturated by it. I can taste your stink and every
time I do, I fear that I’ve somehow been infected by it…I must get out of here,
I must get free.
Dunque nemmeno l’apparato repressivo di Matrix è libero.
Anzi, Smith per ammettere questo con Morpheus (che, ricordiamo, è considerato
il più pericoloso uomo in circolazione), si toglie l’auricolare. E dopo aver
fatto queste ammissioni: “Agent Smith
recovers, replacing his ear-piece”. Non solo, ma poco dopo, quando si
sostituisce all’anziano della metropolitana per combattere Neo la sceneggiatura
riporta: “Agent Smith stares, his face
twisted with hate. He
will never be free of the Matrix.”
In Matrix
reloaded Smith è come impazzito. Che cosa diventa? Ancora non è del tutto chiaro. Di sicuro,
non era pronto a essere liberato. Così, pur libero, continua ad agire per il
vecchio padrone. Non ha altro scopo che eliminare gli scopi altrui, non ha
libertà se non nel togliere la libertà altrui. Solo il terzo film chiarirà il
destino di Smith.
Questa figura contiene in sé anche un’altra citazione. Nota
l’oracolo che i programmi migliori sono quelli che non si vedono. Che cos’è
questa se non la mano invisibile di Adam Smith?, il riconoscimento che il mercato,
il dominio dell’uomo sull’uomo non può essere pianificato, visibile? E per
l’appunto l’agente si presenta come “A Smith” (cioè uno Smith, uno qualsiasi,
ma insieme Agent Smith e infine, appunto, Adam Smith, il teorico della mano
invisibile).
Cypher
È il traditore, Giuda, Gano, figura chiave di ogni vicenda
eroica. È l’infame che si vende per 30 denari (che per giunta sa essere falsi),
perché pensa che l’uomo non ce la farà mai contro il potere. Vuole rientrare
nei ranghi e quando spiega a Trinity il suo piano le dice: “I’ll be fat and rich and I won’t remember a goddamn thing. It’s the
American dream.”. Ancor più esplicitamente, gli autori vogliono far capire
con chi ce l’anno: Cypher viene chiamato Reagan dalle macchine e all’agente
Smith chiede di essere un attore (Reagan appunto…). Come succede in Matrix, il
suo nome è una sintesi di versi aspetti. È senz’altro l’abbreviazione di
Lucifero, ma c’entra col cyber, con la cifra.
Merovingio
Qual è il ruolo di Merovingio? Nel Medioevo i Merovingi
furono la dinastia immediatamente precedente a Carlo Magno, l’apice
dell’impero. Dunque sembrerebbero rappresentare la versione precedente di
Matrix. Ma sono nel contempo la frazione sconfitta del programma, cioè della
borghesia (e Merovingio parla proprio di se stesso come annoiato bourgeois). La
frazione sconfitta della borghesia a livello mondiale è ovviamente la Francia.
La borghesia è decadente, nei suoi rapporti umani, nella visione che ha del
sesso. Concepisce ogni rapporto sotto forma di controllo. Eppure la moglie dice
di lui che Merovingio una volta era come Neo mentre ora è “noioso, bourgeois,
prevedibile”.
Persefone
Chi è Persefone? Nella mitologia greca Persefone viveva per
metà sotto terra col marito Ade e per metà sopra la terra con la madre Demetra.
Si tratta dunque di una figura a metà strada. Un programma che aiuta gli uomini
(o forse un uomo che aiuta le macchine). Nello stesso tempo dà alla coppia
Neo-Trinity una lezione fondamentale: costringendo Neo a baciarla e Trinity ad
assistere (proprio di fronte a uno specchio) li rende coscienti dell’importanza
che la loro relazione ha non solo per loro ma per tutti. Introduce inoltre il
tema dell’amore come imprevedibilità. La sua gelosia permette al trio di
raggiungere i propri obiettivi.
Gli scagnozzi di Merovingio sono invece spiriti, fantasmi,
residui di vecchie ideologie con cui le macchine spaventavano e che ora non
servono più.
6. Influenze
Matrix è, oltre a tutto il resto, un vero e proprio
compendio filosofico da gustare al cinema. I suoi creatori l’hanno definito “il
lavandino di cucina” (in italiano: la pattumiera) per la quantità di
riferimenti che vi hanno inserito. Dall’Odissea alla Bibbia, dallo Zen a Marx,
c’è davvero di tutto. Tante e tali sono le citazioni che i fratelli Wachowski dicono
agli spettatori “non riuscirete mai a trovarli tutti”. Per questo i film hanno
sollevato critiche e commenti di filosofi, scienziati, intellettuali Eppure
quando il primo Matrix è uscito, pochi lo avevano preso sul serio, pochi
avevano intuito che sotto il cartone animato c’era dell’altro.
Influenze religiose
Le citazioni
religiose sono state enfatizzate da molti commentatori. Ma a ben guardare si
tratta di una lunga serie di citazioni testuali, estemporanee. Neo, certo, è
una figura messianica, salvifica, mentre Morpheus è un profeta. Con Trinity
costituiscono, appunto, la sacra famiglia, anche se il rapporto tra il figlio e
lo spirito santo appare un tantino troppo carnale…Inoltre, gli uomini, come i primi cristiani,
vivono in catacombe, ecc.
Ma nel complesso,
si tratta di una visione sempre immanente e si ha il netto sospetto che nessuno
parli mai di Dio perché c’è coscienza che sarebbe un’invenzione delle macchine.
Negli Animatrix storici poi, la religione come viatico per le guerre è ben
documentata.
Ad ogni modo, i
riferimenti spicci a una qualche religione, come detto, sono molti. L’impiegato
della Fedex che consegna il telefono a Neo è un annunciatore, un novello
arcangelo Gabriele. Cypher, la spia, il Giuda, è anche il diavolo. La nave di
Morpheus si chiama Nabucodonosor, il nome del re mesopotamico che conquistò
Israele. Neo è mancino, il che ne dovrebbe fare una figura satanica, ma allo
stesso tempo
resuscita e ascende al cielo. Sotto il profilo
strettamente dottrinario, Neo dà la conoscenza non la libertà e
questo ne dovrebbe fare una divinità gnostica. Quanto a Morpheus, nota in un’intervista Laurence
Fishburne:
”There’s a lot of things, and I think the major thing is that in crafting their
story and structuring their story, the Wachowski brothers relied heavily on
Greek mythology and primarily the old myths and the hero’s journey, the
reluctant messiah story, which is one of the oldest stories and has been with
us in every culture, in every clime in some way or form. And they basically put
it in a modern context and I think that’s the thing that everybody connected
to. There are also religious connotations. Yes there are.”
E sulla
Nabucodonosor si legge Mark III No. 11 (ovvero: Marco, versetto 3.11) che in
inglese suona così: “Whenever the unclean spirits saw him, they fell down
before him and shouted, ‘You are the Son of God!’”. Piuttosto chiaro.
In Matrix
Reloaded quando l’agente Smith esce dalla macchina all’inizio del film sul
distintivo leggiamo IS 5416, ovvero Isaiah 54:16 che nella traduzione
inglese suona così: "Behold, I have created the smith that bloweth the
coals in the
fire, and that bringeth forth an instrument for his
work; and I have
created the waster to destroy."
Qui e la non è difficile trovare riferimenti allo Zen e al
sufismo, al profetismo ebraico e al buddismo. Insomma, Matrix è un put porri di
religioni e con ciò non è la difesa di nessuna[1].
Alla fine è l’uomo che deve combattere le macchine, profezia o non profezia.
Influenze filosofiche
In Matrix si possono trovare riferimenti a diverse teorie
filosofiche. Questi riferimenti riguardano fondamentalmente il rapporto tra
mondo vero e mondo fittizio. La verità è altra rispetto a quella che ci appare,
ne è anzi un totale rovesciamento. Ma Matrix non è il mondo delle idee di
Platone, non è la perfezione, ma una falsa imperfezione e una normalità
irreale. Se mai c’è un riferimento al mito della caverna. Ecco che allora
occorre dubitare di tutto. Come insegnava Cartesio, i sensi spesso ingannano.
Chi mi assicura che ciò che vedo esista, oltre che nella mia testa come idea,
anche nella realtà? Neo, come Cartesio, è chiamato a mettere in dubbio ogni
cosa per prendere atto della propria esistenza come soggetto pensante; e il
fatto di esistere come soggetto pensante é l’unica verità certa di cui egli
disponga in partenza. Ma le caratteristiche messianiche e di superuomo di Neo
lo avvicina allo Zarathustra nietzscheano. Con una differenza, però, l’eletto
non si serve della sua superiore potenza per soggiogare gli altri, anzi è il
primo a dubitare sempre delle proprie capacità.
La problematica del dubbio cartesiano è espresso con estrema
chiarezza nel dialogo tra Morpheus e Neo:
NEO:
You ever have the feeling that you’re not sure if you’re awake or still
dreaming?
MORPHEUS: Have you ever had a dream, Neo, that you were so sure was
real?
…What if you were unable to wake
from that dream, Neo? How would you know the difference between the dream world
and the real world?
Ma il dubbio iperbolico di Cartesio non deve condurre allo
scetticismo. La realtà esiste, come si vede nella scena in cui l’agente Smith
inserisce un rilevatore “vivo” dentro Neo e che è al confine tra sogno e realtà
ma che si conclude in senso chiaramente realista: Trinity lo trova e Neo
riconosce “ma allora è vero”.
Matrix è anche ricco di citazioni dalle teorie
postmoderniste di Braudrillard. In una versione non definitiva della
sceneggiatura, la citazione della concezione postmodernista era esplicita
(d’altra parte Neo nasconde il dischetto per il suo amico in un libro di
Braudillard): Morpheus dicendo la famosa frase «Welcome to the desert of the real» citava esplicitamente
Baudrillard in persona. D’altra parte c’è da dire che lo stesso Braudillard
nelle sue opere ricorre spesso alle storie di Philip K. Dick, un autore di
fantascienza che ha fortemente influenzato i fratelli Wachowski. Braudillard
non sembra aver gradito la citazione:
“In an
interview with The New York Times last year, Mr. Baudrillard said that the
movie’s use of his work «stemmed mostly from misunderstandings.» But this time,
the Wachowskis have found a more willing philosophical accomplice. Dr. West
appears (minus his trademark glasses) as a wise councillor of Zion, the last
free human city on earth. He delivers only one line, but it’s a doozy:
«Comprehension is not requisite for cooperation.» Those words have already been
spotted on T-shirts in Los Angeles.”
Infine, c’è un riferimento esplicito al marxismo:
“For
Morpheus, as for Marx, the ruling system is the enemy, as are all those who
live within it and by their silence support it. Violence against anyone
complicit with the system becomes justified on those grounds: Neo and Trinity’s
vicious slaughter of security guards with «guns, lots of guns,» is but one
example. A revolution is by its nature violent, and terrorism can be justified
in the name of freedom.” (L.
Johnson)
Alla fine, il messaggio rivoluzionario del film è evidente
nella sua conclusione. Il monologo finale di Neo non lascia adito a dubbi:
“I know you’re out there. I can feel
you now. I know that you’re afraid. You’re afraid of us, you’re afraid of
change. I don’t know the future. I didn’t come here to tell you how this is
going to end. I came here to tell you how it’s going to begin. I’m going to
hang up this phone, and then I’m going to show these people what you don’t want
them to see. I’m going to show them a world without you, a world without rules
or controls, without borders or boundaries. A world where anything is possible.
Where we go from there is a choice I leave to you.”
Vi è poi un
riferimento alla teoria dell’intelligenza artificale che sembra validata. Senza
di essa il film non esisterebbe: le macchine diventano il cattivo prendendo
coscienza.
Influenze musicali e artistiche
Esiste un riferimento letterario esplicito in Matrix ad
“Alice nel paese delle meraviglie” (“follow the white rabbit ”, la tana del
bianconiglio, ecc.), ma anche al “mago di Oz” (citato da Cypher quando avverte
Neo di quello che vedrà uscendo da Matrix: “Buckle your seat belt Dorothy,
‘cause Kansas is about to go bye, bye!”) che però scompare nella traduzione
italiana. Alice rappresenta la meraviglia, la logica rovesciata, il mago di Oz
la patacca, il mostro che alla fine si rivela un nanetto.
In Matrix reloaded nella scena dell’autostrada su un veicolo leggiamo “Big Endian
Eggs”, un riferimento ai Viaggi di Gulliver: “The
Lilliputians, being very small, had correspondingly small political problems. The
Big-Endian and Little-Endian parties
debated over whether soft-boiled eggs should be opened
at the big end
or the little end”.
Scontati I riferimenti a 1984 di Orwell, tanto che non vale
neppure la pena parlarne.
Gli autori hanno scelto, a chiusura dei film, le canzoni di
un gruppo comunista il cui nome è una sorta di sintesi intellettuale della
trilogia stessa Rage against the machine.
Vi sono diverse citazioni del periodo e della cultura dark
(soprattutto nella discoteca dove Neo conosce Trinity, ma in fondo i
protagonisti sono sempre vestiti di pelle nera). Vi è poi una citazione esplicita
dei Depeche Mode. L’amico di Neo dice ringraziandolo: “Hallelujah! You
are my savior, man! My own personal Jesus Christ!”.
In Matrix reloaded è stato scelto dai registi, per fare un
consigliere di Zion, Cornell West, noto dirigente socialista (dei Democratic
Socialists of America), un intellettuale socialista nero.
In generale il consiglio rappresenta al meglio la
multietnicità di Zion. È chiaramente una coalizione arcobaleno seppure afrocentrica, come si vede dai
riti e dalla musica, dalle danze ecc.
Come detto, la trilogia è anche un omaggio alla cultura cinematrografica di
Hong Kong. Le scene di combattimento sono state ideate e realizzate grazie a un
team di Hong Kong, Neo e Morpheus spesso citano note
scene di film di Bruce Lee (ad esempio quando Neo “invita” l’agente Smith ad
attaccarlo). Nel complesso, sebbene all’inizio Neo impari il Ju-jitsu e il
Savate, il perno di tutto è lo stile di kung fu Shaolin classico della Cina del
Nord, sebbene in Matrix reloaded, dove le scene di combattimento
sono enormemente dilatate, compaiono armi anche giapponesi (una katana), e c’è
spazio anche per il Kali filippino.
Influenze di film precedenti
Sono ovviamente innumerevoli. Si va da Metropolis, a They
Live di Carpenter. Ma c’è anche The Truman Show, Blade Runner, Guerre stellari,
Total Recall, e ogni genere di film su realtà fittizie e su scontri
uomo-macchina. Ma pur prendendo un po’ da tutti questi, ne è una sintesi
assolutamente superiore. L’eletto in Guerre stellari è uno che sa manovrare la
forza…, cioè muove gli oggetti e sa usare bene la spada laser. In Terminator,
le macchine riproducono uomini-robot sempre più simili agli originali, negli
altri film citati il protagonista deve scoprire che sta vivendo in un mondo
fasullo e deve lottare per liberarsi. Ma in tutti questi film manca un aspetto
chiave: l’organica necessità del conflitto. In fondo, nessuno sa di quale
energia si servissero le macchine in Terminator, né perché l’imperatore di
Guerre Stellari sia così cattivo. Ma qui il rapporto tra i due poli della
realtà: schiavi e macchine, è simbiotico, ed inconfutabilmente conflittuale.
L’influenza del marxismo è piuttosto chiara in Matrix. Gli
uomini come schiavi e così via. E l’influenza si evolve. Nel primo è decisivo
l’aspetto della violenza, un’interpretazione quasi da “azione diretta” del
marxismo: i nostri eroi sono una banda di terroristi, del tutto giustificati
nella loro spietatezza e noncuranza della vita altrui perché “se non sei uno di
noi, sei uno di loro”. Nel secondo, anche per l’essenza dialettica della
storia, la concezione del marxismo appare più matura. Ma al fondo si tratta
sempre di conflitto sociale tra sfruttati e loro aguzzini.
C’è anche qualche riferimento all’ecologismo, come si vede
quando l’agente Smith rimprovera agli uomini di distruggere l’ambiente in cui
vivono come un virus o quando Mouse ricorda che oggi “sa tutto di pollo”.
Il tema di fondo di Matrix è il controllo. Chi controlla (le
macchine) ha il potere e costringe gli altri (gli uomini) a obbedire, ad agire
conformemente allo scopo fornito. Senza conoscenza non c’è scopo ma solo una
falsa idea di libertà fornita essa stessa dall’alto. In Matrix queste idee sono
sviluppate con linearità. Nel secondo le cose si complicano. Non è più chiaro
chi controlla chi e come.
In Matrix si trattava di impostare il problema. Le macchine
controllano l’uomo. I prodotti dell’uomo sono divenuti i suoi padroni e incubi.
Da controllore l’uomo è divenuto schiavo e vive in un mondo immaginario fatto
per controllarlo, con lo scopo di massimizzare la produzione. Ci sono così le
macchine, come un monolite crudele, da una parte, e un pugno di eroi
dall’altro. Matrix è lineare, quasi meccanica; controlla lo spettatore, lo
prende per mano e lo costringe a capire. Matrix reloaded è dialettico,
complesso, problematico. Lo spettatore sembra avere una certa scelta, la
libertà di interpretazione. Così in fondo gli stessi autori conducono lo
spettatore dal controllo alla scelta. Si scopre un mondo assai più complesso e
sfaccettato. In Matrix le macchine sono cattive in sé, e di conseguenza gli
uomini sono quasi luddisti. Qui vediamo macchine sotto il controllo dell’uomo.
Ecco che si esce dalla reificazione. Le cose non sono cattive. È il rapporto di
subordinazione che rende le macchine aguzzini dell’uomo. Esiste un uso non
capitalistico delle macchine. Allo stesso tempo, il controllo che le macchine
sembrano avere sull’uomo è assai più profondo e raffinato di quanto poteva
sembrare. L’oracolo, l’eletto, Zion, sembrano tutti meccanismi di controllo
anziché i contendenti della spietatezza artificiale delle macchine.
Il mondo delle macchine e dei programmi appare ben più
variegato. Vi sono “programmi che
craccano programmi” come nota Neo, vi è cioè una lotta interna al sistema
sul da farsi. Che questo stia a dimostrare che sono disperati, come ritiene
Morpheus commentando la trivellazione, o meno, fatto sta che, come insegnano
due secoli di lotte tra operai e capitalisti, i germi di una stagione
rivoluzionaria compaiono sempre al vertice della società. Le spaccature nella
classe dominante segnalano l’imminenza della rivolta.
Rimane il fatto che, dopo aver sentito Neo e gli altri
discutere con i capi del mondo delle macchine (tra cui il padre e la madre di
Matrix), rimaniamo col dubbio: i programmi dominano davvero Zion? O mentono per
deprimere l’eletto?
Teoreticamente parlando, Matrix reloaded approfondisce il
tema del libero arbitrio. La scelta, alla prova dei fatti, non esiste. Al massimo
l’uomo può essere consapevole del perché ha fatto una scelta che era obbligata.
E questo vale anche per Neo, l’eletto. Questa posizione filosofica ricorda,
naturalmente, la famosa massima di Engels: la libertà non è che la presa di
coscienza della necessità.
Molti critici hanno attaccato le parti “filosofiche” di
Matrix reloaded e i troppi combattimenti. Infatti, i discorsi filosofici in
Matrix reloaded sono insistiti e assai densi, condensati in pochi spazi
inframmezzati da scene d’azione dilatate ed esagerate. Il film è dunque meno
organico, più contrappuntistico. Ma in questo sviluppo è da vedersi il senso
dello sviluppo del conflitto che anima la storia: uomini e macchine sono
arrivati ai ferri corti. Inoltre, questa maggior complessità sembra come
rappresentare il capitalismo al massimo grado di sviluppo, a maggior
dimostrazione che il luddismo non è un’alternativa.
Nel secondo film della trilogia si vede anche Zion. Zion è
rappresentata come una grossa fabbrica abitata da una popolazione multietnica e
retta da un regime estremamente democratico. In particolar modo, è sottolineato
più e più volte l’aspetto di subordinazione del potere militare a quello
politico fino alla vera e propria umiliazione del capo militare a cui un
consigliere dice “la comprensione non è un requisito per la collaborazione”. I
militari dunque sono sottomessi al potere politico che peraltro si esercita
assai democraticamente. Uomini e donne, bianchi e neri sono tutti uniti nello
scopo comune. Non si ravvisano distinzioni di classe. I consiglieri, un po’
anziani (quasi una gerusia o un senato si direbbe) vivono però come tutti gli
altri uomini e accettano le critiche della “base” senza problemi.
In questo quadro qual è il ruolo dei tre? In Matrix si
parlava di Zion, ma si vedeva agire solo una ridotta squadra di arditi. In
Matrix reloaded questa squadra è posta in un nuovo contesto: è la corrente
radicale, rivoluzionaria di un’organizzazione di massa. La selva di pugni
chiusi che saluta Morpheus basta a chiarire di che tipo di organizzazione si
tratti (eppure sono solo le prime file ad alzare il pugno, a dimostrazione che
le posizioni rivoluzionarie sono comunque ancora minoritarie, seppure bene
accolte). In generale Zion è un’organizzazione sana. Lo si vede da molti
particolari: la minoranza non viene schiacciata ma può anzi arringare la folla.
Inoltre, anche i rapporti tra gli uomini sembrano improntati alla schiettezza e
alla fraternità. Certo ci sono molti disagi (in fondo la vita dentro Matrix è
assai più facile) e paura per l’attacco delle macchine.
L’estremo e sano collettivismo che anima Zion lo si vede al
meglio nel ballo, un rito collettivo altamente sessualizzato. È un’orgia dove
tutti si ritrovano, anche se non fisicamente (Neo e Trinity si appartano eppure
sono lì).
Allo stesso tempo, Zion ha degli aspetti fittizi. La scena
del cucchiaio potrebbe rivelarsi decisiva in questo senso. In Matrix Neo capiva
grazie ad un ragazzino, che la realtà di Matrix “non esiste” e che dunque la
può modificare a suo piacimento. In Matrix reloaded il cucchiaio è nel mondo “vero”,
a Zion. Ma allora anche Zion è un pezzo di Matrix? Quando Neo alla fine del
film dice “è cambiato qualcosa” e riesce a usare i suoi poteri contro le
macchine e non più solo contro i programmi, ci rivela qualcosa sulla esistenza
di un altro mondo falso? Zion è essa stessa governata da un mainframe, però suppostamene
“buono”. E d’altra parte negli Animatrix storici, dove, per inciso, le macchine
sono i buoni, queste scappano in una loro città che si chiama 01 (cioè, di
nuovo, Zion). In genere, da questi cortometraggi emerge che nel corso della
storia i cattivi sembrano essere stati gli uomini, che hanno attaccato per
primi e che hanno schiavizzato per secoli le macchine.
8. Riferimenti sparsi
Matrix costringe a un nuovo modo di vedere i film. Costringe
all’attenzione continua. Emergono riferimenti ad ogni nuova visione.
Ai fratelli Wachowski piace giocare e I film sono pieni di
trucchi linguistici, anagrammi, riferimenti nascosti. Il tutto è ben
sintetizzato dal nome del protagonista. Il signor Anderson si fa chiamare Neo,
nuovo, ma anche neo cioè imperfezione. Ma è anche the One (cioè Neo con una
semplice traslitterazione). Si pensi al posto dove lavora Neo: Metacortex,
ovvero al di là della corteccia cerebrale. Il suo capo si chiama Rhineheart
(cuore di rinoceronte, cioè insensibile, senza cuore, come tutti i capi), e
così via.
Come detto, gli autori della trilogia sfidano il pubblico a
trovare tutti i riferimenti che hanno infilato nei loro film. Qui diamo una prima
risposta alla sfida dei fratelli Wachowski:
-
all’entrata
della casa dell’oracolo si vede, ma è confusa, una falce e martello;
-
più
chiara è invece quest’altra citazione: nell’atrio del palazzo dell’oracolo
siede un vecchio cieco assai scuro (un “moro”) straordinariamente simile a Marx
che saluta Morpheus; nell’ascensore dove salgono i due si legge KYM (sta forse
per Yes Karl Marx?);
-
lo
stesso nome Matrix potrebbe stare per marxist o per Marx TI;
-
Zion è
anche Troia assediata dagli Achei; con tanto di Cassandra e di cavallo di
Troia;
-
in
Matrix Reloaded si vedono Hitler e i due Bush quando si parla di barbarie.
Ironia
Sebbene le doti dell’eletto possano sembrare esagerate, non
lo sono se considerate nel contesto del film. Gli stessi protagonisti ci
scherzano:
Morpheus (asking about Neo): “Where’s he now?”
Link: “He’s doing the Superman thing”
Che è un ulteriore riferimento ai fumetti di supereroi.
Amore e politica
L’amore è ciò che distingue l’uomo dalle macchine. È
l’imprevedibile, l’imponderabile. In Matrix l’amore di Neo e Trinity salva
Morpheus e quello di Trinity salva Neo. Nel secondo Neo restituisce il favore.
L’amore è quello che le macchine non si aspettano. Ma in fondo, se Cipher
tradisce è proprio perché Trinity tradisce il suo amore. Ancora una volta, la
connessione appare strettissima.
L’oracolo stesso riconosce questo tema dicendo che essere
innamorati è come essere l’eletto: lo sai solo tu. L’unica esperienza che conta
è quella diretta.
Numerologia
Domina il numero 6, il numero satanico per eccellenza, a
volte come combinazione di altri numeri (soprattutto 101 e 303). La stanza
dell’albergo dove Morpheus incontra Neo è la numero 1313; lo stesso vale per
l’uscita da cui Neo fugge: “TANK: I got a
patch on an old exit. Wabash and Lake. A hotel. Room 303.”e l’oracolo vive
nella stanza 303. La stanza dove sta Neo è la 101, come il piano dove vive
Merovingio (una connessione che non può essere casuale), le autostrade sono la
numero 101 e 303 (peraltro, in alcuni cartelli dell’autostrada si vedono uscite
realmente esistenti sulla 101 per San Francisco). E quando Trinity entra nel
sistema informatico della centrale usa la password Z10N0101. E che dire dei 23
uomini, 16 femmine e 7 maschi di Matrix reloaded?
In Matrix Reloaded sono passati 6 mesi da Matrix e Morpheus
dice “abbiamo liberato più persone in questi ultimi sei mesi che negli ultimi
sei anni”, Neo è il sesto degli eletti.
Anche il tre ricorre spesso. Tre sono i protagonisti, tre
gli agenti e tre gli stessi film. Si potrebbe in questo cogliere un’ulteriore
citazione: tre Matrix come i tre libri del Capitale.
Imprevisti
Per dirla con Hegel, nel caso si esprime la necessità.
Marcus Chong (Tank) non si è messo d’accordo con la produzione per il compenso
di Matrix Reloaded. È dato per morto. Cosè sua sorella Zee può insistere con il
marito Link perché faccia attenzione. Gloria Foser (l’oracolo) muore alla fine
di Matrix reloaded, che ruolo avrebbe giocato nel terzo?
E ora?
Tutta l’analisi sviluppata sin qui è provvisoria, in attesa
di vedere quali sorprese i fratelli Wachowski ci hanno riservato per il terzo
film. Il titolo dovrebbe già essere rivelatore: Matrix revolutions, ovvero la
storia di Matrix è contraddistinta da rivoluzioni. Si dice che la liberazione
dovrebbe svolgersi soprattutto nel mondo reale e che si vedranno macchine
buone. Emergerà che le macchine volevano la coesistenza pacifica e che sono gli
uomini i cattivi? Emergerà che Zion è un altro strumento di controllo dei
programmi sugli uomini? In fondo Smith sembra penetrare in Zion, ma Smith non è
un programma? Allora Neo e la profezia sono tutte invenzioni delle macchine?
Chi vivrà vedrà.
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10. Appendice le sceneggiature di Matrix
Riportiamo qui alcune citazioni tratte dalle sceneggiature
precedenti ai film.
La sceneggiatura del ‘96 di Matrix è simile a quella
definitiva ma più incentrata sul mondo degli hacker. In generale “spiega” di
più, lasciando meno alla comprensione del pubblico. Di seguito riportiamo le
differenze più notevoli.
In un dialogo tra hackers su Matrix:
JACKON: I heard Morpheus has been on this board.
SUPERASTIC: Morpheus doesn’t even exist and the Matrix is nothing but an
advertising gimmick 4 a new game…
QUARK: The Matrix is a euphemism for the government.
SUPERASTIC: No, The Matrix is the system controlling our lives.
TIMAXE: You mean MTV.
SUPERASTIC: I mean Sega.
FOS4: ALL HAIL SEGA!!!
Quando l’amico di Neo va a prendersi il programma si parla
ancora del sistema:
ANTHONY: I need your help, man.
Desperate. They got me, man. The shackles of fascism…I told you, honey, he may
look like just another geek but this here is all we got left standing between
Big Brother and the New World Order.
Cioè si esplicita il riferimento a 1984 di Orwell (anche se
poi si parla di una dittatura fascista anziché stalinista). La famosa frase: “if you’re not one of us, you’re one of them”
la dice Trinity a Neo quando lo scannerizzano per le cimici.
Il “dono” dell’eletto appare assai banalmente una capacità
connessa alla programmazione:
MORPHEUS: Let me tell you why you are here.You are here because you have
the gift.
NEO: What gift?
MORPHEUS: I’ve watched you, Neo. You do not use a computer like a tool.
You use it like it was part of yourself. What you can do inside a computer is
not normal. I know. I’ve seen it. What you do is magic.
Spiegando perché è difficile liberare gli adulti, Morpheus
dice:
MORPHEUS: We are trained in this
world to accept only what is rational and logical. Have you ever wondered
why?...As children, we do not separate the possible from the impossible which
is why the younger a mind is the easier it is to free while a mind like yours
can be very difficult.
La problematica del dubbio iperbolico di stampo cartesiano è
introdotta assai più banalmente con la questione dello sviluppo della realtà
virtuale anziché con le suggestioni oniriche:
MORPHEUS: If the virtual reality
apparatus, as you called it, was wired to all of your senses and controlled
them completely, would you be able to tell the difference between the virtual
world and the real world?
La città è proprio Chicago (che Morpheus cita esplicitamente
e dove peraltro sono nati i fratelli Wachowski), così come il riferimento al
post-modernismo:
MORPHEUS: You have been living
inside Braudillaurd’s vision, inside the map, not the territory.
Quanto alle macchine, la cosa è assai più banale. Si
ribellavano per questioni di giustizia:
MORPHEUS: At first all they wanted was to be treated as equals, entitled
to the same human inalienable rights. Whatever they were
given, it was not enough.
Ma subito dopo sembra esserci una coloritura, è proprio il
caso di dire, politica:
MORPHEUS: The war raged for
generations and turned the face of our planet from green and blue to black and
red.
L’oracolo vive nientemeno che nel Tempio di Zion, con tanto
di sacerdotesse…con Neo, poi l’oracolo è molto esplicito:
ORACLE: Hmmm. You sure got the gift,
but it’s tricky. I’d say the bad news is, you’re not the one. Still got a lot to learn. Maybe next life.
E il dialogo finale è assai più debole:
NEO: Hi. It’s me. I know you’re out there. I know you’re working as fast
as you can to catch me.
I thought I should call and let you know how things stand. I know you’re
real proud of this world you’ve built, the way it works, all the nice little
rules and such, but I’ve got some bad news. I’ve decided to make a few changes.
Per confronto, il finale della sceneggiatura definitiva è
questo:
NEO: The One: I know you’re out
there. I can feel you now. I know that you’re afraid. You’re afraid of us.
You’re afraid of change. I don’t know the future. I didn’t come here to tell
you how this is going to end. I came here to tell you how it’s going to begin.
I’m going to hang up this phone and then I’m going to show these people what
you don’t want them to see. I’m going to show them a world without you, a world
without rules and controls, without borders or boundaries, a world where
anything is possible. Where we go from there is a choice I leave to you.
La sceneggiatura di The Matrix Reloaded del ‘99 è assai
deludente. È così differente da quella realizzata che è difficile anche solo
compararla. Riportiamo qui alcuni passi di un certo rilievo.
Le abilità di Neo sono connesse a mutazioni genetiche. Spiega
Trinity.
TRINITY For the past 50 years or so,
something has been happening to children in the Matrix. They’ve been mutating,
changing in ways the machines never predicted. Some seem to gain faster
reflexes and strength. Others seem to have psychic powers.
E poco dopo lo stesso agente Smith:
SMITH: But as humans continue to
evolve, some are developing capabilities beyond those of the average man.
Reality-altering abilities. I have them. Others in the Agency have them. And
you have them, too. We’re all that stands between law and order, and a
terrorist dictatorship lead by the one called Morpheus.
Morpheus spiega così la sua strategia:
MORPHUES: For decades, we have
fought force-on-force, in the real world, without a conclusion. Now, after
nearly a century of war, we’re at a standstill. The only way that we can see to
win is by destroying their source of energy. We have to pull the plug on them.
We must crash the Matrix.
Neo avrebbe la capacità di distruggere Matrix ma non vuole
perché ucciderebbe degli innocenti:
SMITH: So, why don’t you take it all down?
NEO: The Matrix?
SMITH. Yes.
NEO: I can. But if I destroy the Matrix, everyone within it will die.
Mentre Neo si pone questi scrupoli, Morpheus cerca di
convincerlo che è giusto farlo.
[1] Un esempio di esagerazione nell’interpretazione spirituale in: http://awesomehouse.com/matrix/whatis.html